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European fine art market grapples with climate and geopolitical risks

Paolo Frassetto
  • Pubblicato su

    18 June 2026

Il mercato europeo delle Fine Art alle prese con i rischi climatici e geopolitici

Pubblicato per la prima volta da Insurance Day e riprodotto con il gentile permesso della redazione

I sottoscrittori prestano ora maggiore attenzione alla pianificazione dei percorsi, alla qualità dei partner locali e alle disposizioni di emergenza nella valutazione del movimento e della concentrazione di asset di alto valore.

Gli assicuratori si trovano ad affrontare sfide crescenti in materia di trasporto, autenticazione e conservazione, man mano che il Fine Art diventa un asset d'investimento sempre più globale, afferma Paolo Frassetto di Liberty Specialty Markets.

Con l'instabilità geopolitica, il rischio climatico e l'evoluzione dei modelli di proprietà che ridisegnano il mercato europeo del Fine Art e dei valori preziosi, gli assicuratori sono chiamati a rivalutare le modalità con cui valutano e proteggono gli asset di alto valore in tutta Europa. Paolo Frassetto, European Underwriting Manager per il Fine Art e i valori preziosi di Liberty Specialty Markets, afferma che il settore è destinato a rimanere «estremamente dinamico» nei prossimi 12-24 mesi, poiché l'incertezza geopolitica continua a influenzare le decisioni di sottoscrizione.

«Negli ultimi anni abbiamo assistito a una maggiore complessità in materia di sanzioni», dichiara Frassetto, spiegando che i sottoscrittori prestano ora maggiore attenzione alla pianificazione dei percorsi, alla qualità dei partner locali e alle disposizioni di emergenza nella valutazione del movimento e della concentrazione di asset di alto valore.

Frassetto sottolinea inoltre le crescenti sfide legate alla valutazione e all'autenticazione, man mano che il Fine Art viene sempre più percepito come un asset d'investimento. Ciò ha comportato un cambiamento nella base clienti, con una maggiore partecipazione di family office e investitori alternativi che considerano in misura crescente il Fine Art e i valori preziosi come parte di strategie di portafoglio più ampie.

Ne è conseguito che gli asset vengono scambiati e movimentati con maggiore frequenza, spesso attraverso strutture proprietarie più complesse, mentre alcuni nuovi operatori potrebbero non disporre degli stessi controlli operativi delle istituzioni tradizionali. «Di conseguenza, la sottoscrizione deve essere personalizzata», afferma Frassetto. «Guardiamo non solo all'asset in sé, ma anche alla sofisticazione del cliente.»

Per quanto riguarda l'autenticazione, Frassetto spiega che il Fine Art moderno è spesso più facile da autenticare grazie a una provenienza identificabile e al ruolo svolto dalle fondazioni degli artisti. «Tuttavia, nel caso dell'arte antica, un'opera attribuita, appartenente a una scuola o di provenienza incerta, ha necessariamente un valore diverso rispetto a un'opera certa e autentica», osserva.

Il trasporto e la movimentazione continuano a rappresentare alcune delle maggiori vulnerabilità del mercato. Frassetto afferma che i rischi iniziano dal momento in cui un'opera lascia la sua collocazione abituale e proseguono lungo tutto il processo di imballaggio e trasporto, in particolare quando le opere vengono spostate da musei, residenze private o luoghi di culto. Il peso e le dimensioni possono ulteriormente complicare la movimentazione e aumentare la probabilità di danni.

I rischi legati al clima stanno acquisendo rilievo crescente anche all'interno dei portafogli di Fine Art e valori preziosi. Sebbene le opere d'arte siano generalmente conservate in ambienti controllati che riducono l'esposizione alle catastrofi naturali, Frassetto avverte che le perdite, pur rare, possono essere gravi quando si verificano. Cita a titolo di esempio l'alluvione di Firenze del 1966, quando il fiume Arno esondò causando ingenti danni a dipinti e affreschi in tutta la città.

Frassetto ritiene che il mercato sottovaluti ancora l'importanza della preservazione e della conservazione. Evidenzia come i collezionisti si concentrino spesso eccessivamente sui costi dei premi, anziché assicurare l'adozione di misure di protezione adeguate per prevenire i danni e salvaguardare le opere nel lungo periodo. «L'arte è fragile e deve essere protetta, a partire dal principio della conservazione, una considerazione che viene raramente presa in esame», dichiara Frassetto.

«Preservazione e protezione sono concetti che un contratto assicurativo dovrebbe incorporare, ma possono essere attuati solo attraverso un adeguato processo di analisi.»

Il business del Fine Art e dei valori preziosi di LSM offre una capacità fino a 250 milioni di dollari sia per i rischi relativi al Fine Art sia per quelli dei valori preziosi in genere a livello globale, oltre a 30 milioni di dollari per le esposizioni relative a jewellers' block e al trasporto di contante. Il portafoglio del riassicuratore/assicuratore comprende il Regno Unito, l'Europa, gli Stati Uniti e il Canada, l'Australasia, l'Asia, il Medio Oriente e l'America Latina.

All'inizio di questo mese, la divisione ha ristrutturato il proprio team di leadership europeo per favorire la crescita nel settore del Fine Art e dei valori preziosi nell'ambito della strategia 2030 Invest in Europe.

Secondo Frassetto, la struttura regionale di Liberty consente al riassicuratore/assicuratore di accedere «al meglio di entrambi i mondi: la conoscenza del mercato locale e la coerenza a livello paneuropeo». Afferma che i rischi legati al Fine Art e ai valori preziosi sono spesso determinati dalla legislazione locale, dall'infrastruttura di sicurezza, dal comportamento dei clienti e dalla storia dei sinistri, rendendo la conoscenza del mercato locale sempre più importante.

«Allo stesso tempo, la coerenza è essenziale nelle linee specialistiche. I clienti cercano chiarezza, i broker cercano allineamento e noi abbiamo bisogno di un framework di sottoscrizione omogeneo oltre confine. Il modello regionale ci consente di mantenere un'appetibilità e una disciplina comuni, offrendo al contempo ai team locali la flessibilità necessaria per adattarsi alle specificità dei singoli mercati», conclude.