Le coperture tradizionali li escludono o prevedono dei forti limiti ed è necessario ricorrere a polizze specializzate con wording chiari e circostanziati.
L’imprevedibilità delle minacce reali e possibili.
I rischi di violenza politica sono costantemente segnalati dagli studi di settore come una delle principali fonti di preoccupazione per le imprese. Pur essendo, per definizione, difficili da prevedere, rappresentano minacce concrete, soprattutto in un contesto geopolitico in rapido mutamento e segnato da crescente incertezza e instabilità.
E’ bene ricordare che prima dell’attacco dell’ 11 settembre alle Torri Gemelle, il rischio terrorismo era spesso considerato marginale non solo dal tessuto economico in generale ma anche dalla stessa industria assicurativa.
L’evento del 2001 rivelò l’entità delle perdite possibili e determinò cambiamenti strutturali: pricing separati, esclusioni mirate, endorsement specifici e soprattutto ad un ripensamento generale della capacità del mercato assicurativo.
Nei decenni successivi, fenomeni quali la crescente disuguaglianza e il diffuso senso di ingiustizia hanno alimentato proteste che talvolta sono degenerate in rivolte in diverse aree del mondo, includendo geografie che fino a poco tempo prima erano ritenute stabili.
Oggi ci troviamo di fronte a nuovi ed inaspettati scenari che si aggiungono, senza sostituirsi a quelli precedenti. Negli ultimi anni infatti si sono intensificate azioni politiche violente orchestrate da Stati o condotte mediante proxy sostenuti da Stati, riaffermando il concetto di “state sponsorship” e di guerra ibrida.
Droni non identificati, interferenze ai sistemi GPS, pacchi bomba fino ai più complessi attacchi mirati alle infrastrutture critiche vengono sovente lasciati senza rivendicazione, sospesi nell’area grigia della confutabilità. Inizialmente limitate alle repubbliche baltiche ed agli stati scandivi queste operazioni ibride stanno interessando sempre di più gli altri stati Europei inclusi quelli occidentali.
L’obbiettivo è chiaro destabilizzare ed accrescere ove possibile l’insicurezza.
Le nostre aziende sono davvero protette in questo contesto mutevole ? Il quadro assicurativo italiano.
In Italia non esiste un pool contro il terrorismo né un coinvolgimento statale strutturato. Molte polizze property prevedono esclusioni o sotto-limiti per i rischi da terrorismo.
Analoghe restrizioni riguardano spesso i disordini civili (SRCC), mentre i rischi da guerra e guerra civile sono, salvo rare eccezioni, generalmente esclusi.
Per questo motivo le coperture tradizionali rischiano di non essere sufficienti. È quindi necessario ricorrere a polizze specializzate con wording chiari e circostanziati: l’assenza di definizioni precise aumenta il rischio di contenziosi sull’attribuzione o l’attivazione di una data garanzia e può tradursi nel migliore dei casi in ritardi nel pagamento degli indennizzi.
Violenza politica : una copertura completa.
Colmare questo gap assicurativo è imprescindibile non solo per le grandi multinazionali ma anche ma anche per le piccole e medie imprese (PMI) che operano a livello internazionale. Tutelarsi è possibile tramite garanzie specializzate ed adeguate incluse in una polizza di Political Violence
Completa che può comprendere:
• danni diretti
• danni indiretti, inclusa la Delay in StartUp (DSU) per i rischi in fase di costruzione (CAR/EAR);
• contingent business interruption (denial of access, loss of attraction, clienti/fornitori).
I rischi assicurabili includono , oltre agli atti di terrorismo e sabotaggio, i disordini civili (SRCC: scioperi, sommosse, tumulti popolari) e gli eventi di violenza politica: atti dolosi con motivazioni politiche/ religiose/deologiche, insurrezione, ribellione, rivoluzione, colpo di stato, ammutinamento, guerra, Guerra civile. Le garanzie possono essere offerte in modalità stand-alone (es.atti di terrorismo e sabotaggio, SRCC) oppure integrate e modulabili con gli altri rischi.
È ulteriormente possibile estendere la protezione alla responsabilità civile connessa ad atti terroristici e alla cancellazione o all’annullamento di eventi conseguente a un atto terroristico o della sua minaccia.
Conclusioni
I rischi legati a sabotaggio, terrorismo e violenza politica sono concreti, in evoluzione e potenzialmente sistemici. Sebbene imprevedibili nei tempi e nelle modalità, è possibile stimarne la probabilità e l’impatto per ciascuno scenario e predisporre misure di mitigazione adeguate. Tra queste, l’assicurazione resta uno strumento essenziale per trasferire il rischio a terzi e ridurre la vulnerabilità delle imprese di fronte a eventi significativi.


